15 marzo 2011

Alberto Sordi e Roma nel film "In nome del popolo romano"


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 E CCHI SE NE FREGA!!!
Semo famosi in tutto il mondo Noi!
I romani so' fatti così. Se ne fregheno de tutto qualunque cosa succede....


Alberto Sordi sul tetto di un palazzo del centro, insulta Roma e tutti i romani menefreghisti. 


In occasione della festa del 150° anniversario dell'Unità d'Italia proclamato per il 17 marzo 2011 verranno inseriti alcuni spezzoni di film sulla Repubblica Romana del 1849.
In nome del popolo sovrano è un film del 1990 diretto da Luigi Magni. 
Per la trama vedi: Wikipedia

14 marzo 2011

Il Gianicolo nel film "In nome del popolo sovrano"

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In occasione della festa del 150° anniversario dell'Unità d'Italia proclamato per il 17 marzo 2011 verranno inseriti alcuni spezzoni di film sulla Repubblica Romana del 1849.

La carica dei Bersaglieri al Gianicolo nella Difesa di Roma del 1849. 

In nome del popolo sovrano è un film del 1990 diretto da Luigi Magni. 
Per la trama vedi: Wikipedia

10 marzo 2011

Trastevere nel film "In nome del popolo sovrano"

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In occasione della festa del 150° anniversario dell'Unità d'Italia proclamato per il 17 marzo 2011 verranno inseriti alcuni spezzoni di film sulla Repubblica Romana del 1849.

Le barricate di Trastevere nella Difesa di Roma del 1849 con l'apparizione di Anita Garibaldi.

In nome del popolo sovrano è un film del 1990 diretto da Luigi Magni.
Il film è ambientato a Roma ed in Romagna tra il novembre 1848 e l'estate 1849.
Dopo l'assassinio del primo ministro Pellegrino Rossi, il Papa Pio IX capisce che è tempo di andare in esilio a Gaeta. Qualche mese dopo, proclamata la Repubblica Romana con Mazzini e Carlo Bonaparte per capi, i francesi di Napoleone III, alleato papale, sono scesi in Italia ed hanno posto l'assedio alla città. È in questo periodo che si svolgono le vicende private di vari personaggi: Cristina, moglie del marchesino Eufemio Arquati e fervente sostenitrice della repubblica, è innamorata del garibaldino Giovanni Livraghi, amico del frate barnabita Ugo Bassi, contrario al potere temporale del Papa. Tra i vari popolani, emerge la figura di Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio, e del di lui figlio minore.
Gli eventi precipitano: grazie alla scarsa coordinazione dei difensori nonostante l'intervento di Garibaldi e dei bersaglieri di Luciano Manara, i francesi hanno presto partita vinta e a Ciceruacchio, Ugo Bassi e Livraghi non resta che fuggire al nord, al seguito di Garibaldi, per tentare di raggiungere l'insorta Venezia. Mentre Eufemio ed il padre pranzano con l'"assassino della Repubblica" generale Oudinot, Cristina fugge per raggiungere l'amato Livraghi, ma invano: il capitano, infatti, caduto in mano austriaca, viene fucilato insieme a Bassi, poco dopo Ciceruacchio, nonostante le "raccomandazioni alla pietà" che la giovane rivolge ad uno zio che giudica i "colpevoli". Rimasta sola, Cristina viene raggiunta da Eufemio che, in un impeto di gelosia, era partito per ucciderla; ma poi, resosi conto della situazione politica e avendo acquisito una presa di coscienza, decide di arruolarsi nell'esercito piemontese "per fare l'Italia".
Dieci anni dopo, il vecchio Marchese Arquati osserva soddisfatto le foto del figlio bersagliere e della nuora, che al seguito di Vittorio Emanuele hanno unificato l'Italia. Roma, però, è ancora governata dal Papa: i suoi diletti torneranno mai, un giorno? (Wikipedia)
Tesori di Roma